
Chi di voi conosce la ridente cittadina di Schönau? È un semplice paese tedesco, vicino al confine con la Svizzera, un piccolo Paese che, però, nasconde un grande segreto. Di segreto si tratta, perché nessuno ne parla, o per meglio dire, sono pochi a farlo. Schönau, da oltre dieci anni ormai, vive di energia auto-prodotta dagli stessi cittadini, producendo energia all'insegna dell'efficienza economica, ma soprattutto del rispetto dell'ambiente.
Il tutto nasce verso la fine degli anni '90, quando, dopo la paura del disastro di Chernobyl e della nube tossica sprigionatasi, si capì che affidarsi all'energia nucleare non era la soluzione adatta per risolvere il problema energetico, bisognava andare oltre. Questa cosa l'hanno capita, soprattutto, i genitori di Schönau che, poiché nel 1994 scadeva il contratto ventennale di fornitura energetica, decisero di slegarsi dalla fornitura della compagnia erogatrice, per costituire un sistema di microgenerazione diffusa di energia e calore. Per fare questo, avvenne la privatizzazione della rete distributiva che venne acquisita dalla EWS, società creata dagli stessi cittadini. Nella sostanza, ogni abitazione veniva costruita con ottimi standard di efficienza energetica, quindi, riducendo al minimo gli sprechi. Il passo successivo era dotare le stesse abitazioni di impianti di cogenerazione, impianti per creare energia pulita e calore tramite il solare, l'eolico, biomasse, ecc. In pratica, il sistema energetico venne decentralizzato su larga scala, con la massima capillarità.
Perché questo sistema è migliore? Innanzitutto, perché normalmente, nelle centrali nucleari, ad esempio (ma non solo), si produce energia e calore, ma quest'ultimo è un prodotto di scarto. La microgenerazione domestica permette di produrre energia e di sfruttare il calore, ovviamente per il periodo invernale ed autunnale. Inoltre, vi sono meno perdite legate al trasporto dell'elettricità. Per non parlare delle basse emissioni nocive che questa pratica genera, quindi un grande risparmio per i cittadini sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo ambientale e, quindi, della salute. Bisogna notare che il sistema si basa anche su una rete, perché l'energia prodotta in eccesso finisce in rete. In pratica, ogni abitazione ha due contatori: uno per quanto preleva dalla rete, uno per quanto immette nella rete. La società che gestisce il sistema non produce energia, la distribuisce; capite, quindi, che non ha interessi nell'incentivare i cittadini all'uso ed all'abuso di energia. Perché, quando vedo pubblicità di compagnie elettriche e non che invitano al risparmio energetico ed alla riduzione degli sprechi, mi vien da ridere...
Allora perché non si prova a sperimentare anche questi sistemi in Italia? L'Italia ha un grosso problema energetico e piuttosto che ripuntare sull'energia nucleare, perché non considerare l'idea di questi sistemi? Certo, per accettare una cosa simile, bisognerebbe che il monopolio dell'energia cessasse, cosa che in Italia è praticamente impossibile, troppo impossibile al di là della concorrenza di facciata. Ovviamente, tali sistemi sarebbero utili per produrre energia per uso domestico, mentre le normali centrali potrebbero fornire energia alle imprese, per soddisfare la grande domanda di energia di quest'ultime; sarebbe comunque un grande risultato per il nostro Paese e per il nostro futuro. Forse dovono trascorrere ancora molti anni, che si commettano ancora tanti errori, prima che si trovi, finalmente, la strada giusta verso una convivenza pacifica col nostro pianeta, che dovremmo amare di più, perché ci dà la vita.