Risklover Weblog
giovedì, 31 gennaio 2008

Europa 7 batte Mediaset

Europa7_batte_Mediaset.jpg

La legge deve essere uguale per tutti, su questo credo che nessuno possa trovarsi in disaccordo. Ora, se un'imprenditore da anni, ormai, vince cause e ricorsi in Italia e in Europa per legittimare il suo diritto a trasmettere i propri programmi televisivi, credo sia giusto e corretto dargli spazio e, per così dire, voce. Forse non tutti conoscono la vicenda di Europa 7, emittente che si aggiudicò una frequenza nazionale ma che non ha mai potuto esercitare tale diritto, perché illegittimamente estromessa da Rete 4, fruitrice della frequenza pur senza esserne titolare. Vi riporto una parte di un articolo di Gianni Rossi di Articolo 21:

La società televisiva Europa 7 di Francesco Di Stefano ha diritto a trasmettere i suoi programmi in chiaro sulle frequenze oggi occupate da Retequattro, che fa capo a Mediaset di Silvio Berlusconi. E’ questo il succo della sentenza decisa dall’Alta Corte Europea del Lussemburgo e che piomba come un macigno sulle sorti dell’oligopolio berlusconiano e sulle quelle più traballanti della controriforma Gasparri sul sistema dei media, già messa sotto accusa dalla Commissione di Bruxelles con una procedura formale di infrazione contro lo Stato italiano.
Il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione radiotelevisive, recita in pratica la sentenza, è contrario al diritto comunitario. Per i giudici UE: “tale regime non rispetta il principio della libera prestazione di servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati”, si legge in una nota sulla sentenza diffusa a Bruxelles.
“La Corte -prosegue il testo- rileva che l'applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa a favore delle reti esistenti ha avuto l'effetto di impedire l'accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze. Questo effetto restrittivo e' stato consolidato dall'autorizzazione generale, a favore delle sole reti esistenti, ad operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi. Tali  regimi hanno avuto l'effetto di cristallizzare le strutture del mercato nazionale e di proteggere la posizione degli operatori nazionali già attivi su questo mercato”.

Per la Corte: “il limite al numero degli operatori sul territorio nazionale potrebbe essere giustificato da obiettivi di interesse generale ma, come stabilisce il nuovo quadro normativo comune per i servizi di comunicazione elettronica, esso dovrebbe essere organizzato sulla base di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionali. Di conseguenza, l'assegnazione in esclusiva è senza limiti di tempo delle frequenze ad un numero limitato di operatori esistenti, senza tenere conto dei criteri citati, è contraria ai principi del Trattato sulla libera prestazione dei servizi”.
Il caso Europa 7 risale al 1999, quando l'emittente tv ha ottenuto dalle autorità italiane competenti un'autorizzazione a trasmettere a livello nazionale in tecnica analogica, ma non è mai stata in grado di trasmettere in mancanza di assegnazione di radiofrequenze. Il Consiglio di Stato, dinanzi al quale pende attualmente la causa, ha interrogato la Corte di giustizia UE sull'interpretazione delle disposizioni previste dal diritto comunitario per i criteri di assegnazione di radiofrequenze al fine di operare sul mercato delle trasmissioni tv. Il giudice del rinvio, si legge nel testo, “sottolinea che in Italia il piano nazionale di assegnazione per le frequenze non è mai stato attuato per ragioni essenzialmente normative, che hanno consentito agli occupanti di fatto delle frequenze di continuare le loro trasmissioni nonostante i diritti dei nuovi titolari di concessioni. Le leggi succedutesi, che hanno perpetuato un regime transitorio, hanno avuto l'effetto di non liberare le frequenze destinate ad essere assegnate ai titolari di concessioni in tecnica analogica e di impedire ad altri operatori di partecipare alla sperimentazione della televisione digitale”.

Come potete ben capire, è stato impedito per anni ad una rete televisiva legittimata a trasmettere, mediante colpi normativi atti a cristalizzare il sistema, a bloccare qualsiasi procedura, qualsiasi cambiamento possibile. Potrebbe sembrare un atto semplice dell'ex presidente del consiglio Berlusconi, ma nella realtà anche la maggioranza di centro-sinistra ha sempre preso le parti di Mediaset e, quindi, del Cavaliere nei vari gradi di processo. Ora sono proprio curioso di vedere come questa storia andrà a finire, voglio vedere cosa si inventeranno questi politici da quattro soldi (valgono quattro soldi, ma ne percepiscono molti di più, troppi). Intanto, se c'è qualcuno che pagherà per questa vicenda (danni ad Europa 7, sanzioni UE) saranno sempre i contribuenti italiani, l'ultima ruota del carro che paga sempre per gli errori della politica.

Il_Caso_Europa7.jpg
mercoledì, 30 gennaio 2008

L'acqua non va privatizzata

Acqua_denaro

I sindaci lombardi non ci stanno e ieri si sono radunati davanti alla sede della Regione per dire no alla privatizzazione dell'acqua. Erano ben 132 sindaci con tanto di fasce tricolori e gonfaloni, ovvero i sindaci firmatari dell'azione di ripubblicizzazione dell'acqua. La colpa è da additare alla Legge regionale 18/2006 (abstract), legge che obbliga gli enti locali a privatizzare i propri servizi idrici. Questa legge regionale parte dal presupposto che, essendo l'acqua un bene scarso, per evitare sprechi sarebbe meglio darla in gestione a privati, per migliorare l'efficienza del servizio. Vi pare che una motivazione simile possa essere sensata? L'acqua è, prima di tutto, un bene comune, non è qualcosa che si produce. L'acqua è un bene fornito dalla natura stessa e, casomai, l'uomo può semplicemente rovinarla, contaminarla, non può, quindi, vantare pretese su di essa. Chi controlla l'acqua controlla la vita, perché senza acqua non ci può essere vita. Possibile che non si possa, dico io, arrivare al connubio tra "pubblico" ed "efficienza"? Possibile che di fronte ad un argomento così importante non si possa arrivare ad una gestione più efficace ed efficiente del fattore acqua, senza però prescindere dal governo pubblico di essa?
Intanto, a livello nazionale sono state raccolte oltre 400mila firme contro questa legge assurda e si profila la strada del referendum abrogativo, qualora il Pirellone non accolga le proposte di correzione alla legge da parte dei manifestanti.

Personalmente, sono ben felice di vedere che, almeno a livello locale, vi siano ancora dei buoni amministratori pubblici che non piegano la testa di fronte a delle scelte discutibili da parte di Enti locali superiori. La gestione e distribuzione dell'acqua non deve, ora e poi mai, trasformarsi in un business! La gestione della rete idrica dei Paese deve rimanere compito basilare e fondamentale dei Comuni, per garantire a tutti l'accessibilità ad un servizio di vitale importanza: l'acqua potabile.

P.S. data l'importanza della tematica, esorto tutti a diffondere, prima o poi, questi concetti tramite i propri siti o blog personali. La blogosfera deve far emergere queste notizie, perché su di esse si gioca il futuro di tutti, anche e soprattutto delle generazioni future!
Quindi, scrivete anche voi, mi raccomando, oppure (per i soli utenti splinder) potete citare facilmente il post utilizzando il primo bottone del Social Bookmarking ! Grazie mille per l'attenzione!

martedì, 29 gennaio 2008

Profumo d'amore

Profumo_d'Amore.jpeg

Libero, tra i pensieri fioriti,
colorati di bianco latte,
abbronzato dai raggi
del sole mielato,
ascoltavo confidenze
di fiori e di farfalle,
innamorati della libertà.

Ascoltavo appassionati petali,
corteggiati da svolazzanti api.

Ascoltavo biondi
riccioli di donna,
dai vibranti
ondeggi musicali.

Ascoltavo desideri
di fiori d'arancio,
i loro sogni
nel cercare le mani
della loro ideale sposa.

Cercavo di capire
il sogno della loro vita.

La loro voglia
di essere stretti,
in mani piene d'amore.

Cercavo d'immaginarmi
una sposa, che divide
l'emozione di un amore
con i suoi amici fiori.

Cercavo di capire
cosa si cerca in un petalo,
cosa si nasconde
in un gambo di una rosa.
Sicurezza, vita, eternità...?

Forse nulla di tutto ciò.

Solo il piacere di dividere
il profumo dell'amore
con chi si ama.

(Roberto Perin - Profumo di donna)

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in: citazioni, varie, pensieri, poesie, amore, diario, passione
lunedì, 28 gennaio 2008

Posologia dei Derivati

Société_Générale_Jerome Kerviel_derivati.jpg

Parto da una considerazione del padre della mia ragazza, il quale, sentendo le ormai note notizie della frode interna di Jerome Kerviel ai danni della banca francese Société Générale, ha commentato dicendo che «tutti i derivati fanno perdere soldi»; insomma, i contratti derivati sarebbero una truffa colossale.
Questa considerazione la rispetto e la trovo corretta per certi versi, però non posso condividerla pienamente, altrimenti non avrei studiato tutti questi anni Economia e Finanza. Parto subito dicendo (o ribadendo, forse l'ho già detto in passato) che un titolo si definisce "derivato" quando il suo valore dipende dall'andamento di un altro titolo, o di una qualsiasi attività reale o finanziaria. Oramai, infatti, vengono costruiti titoli derivati su tutto. Pensate che esistono, addirittura, titoli derivati sul clima, ma magari su questo punto tornerò un'altra volta. Meglio focalizzare l'attenzione sulla rischiosità di questi titoli.
Per fare un paragone, potrei dire che il titolo derivato è come una medicina: non è pericoloso di per sé, lo diventa, però, se non si sa come assumerlo e/o non se ne conosco gli effetti. Difatti, la funzione originaria di un derivato è quella di immunizzare una posizione assunta, lunga o corta che sia. Questa è una caratteristica importante dei titoli derivati, certamente affascinante, ma anche pericolosa qualora si operi nell'ignoranza. Difatti, il potere di immunizzare un'uscita o una posizione può tramutarsi anche in un effetto leva che moltiplica la rischiosità assunta. Sbagliando operazione si rischia di ingigantire il rischio assunto, altro che ridurro o eliminarlo! Ergo, i derivati sono titoli molto utili, però bisogna assumerli con cura e farseli prescrivere da uno che conosce i loro effetti.

Altro punto cruciare riguarda il distinguo tra derivati cosiddetti plain vanilla e derivati strutturati; i primi sono titoli sicuri, perché standardizzati e scambiati su mercati generalmente regolamentati. Normalmente, non rischiate brutte sorprese, ossia di trovarvi inaspettatamente in forte perdita e, talvolta, rischiate solamente quanto avete speso per il loro acquisto, come nel caso delle opzioni (tipologie di opzioni). In sostanza, sono titoli definibili sicuri, anche se vale quanto detto precedentemente, ossia che è sempre meglio informarsi prima di acquistarli o farsi consigliare. I derivati strutturati, invece, sono autentici mostri finanziari; possono assumere svariate forme e configurazioni; spesso, risultano incomprensibili anche ad esperti per la loro complessità. Vengono normalmente contrattati su mercati OTC (Over The Counter), mercati non regolamentati e, quindi, più rischiosi. La fabbrica di questi titoli è, nella stragrande maggioranza dei casi, Londra. In talune occasioni, definirli "contratti-truffa" è quasi un complimento, perché le probabilità di guadagno risultano un infinitesimo delle probabilità di perdita. Di fronte a questi titoli, l'unica cosa saggia da fare è scappare. Sui contratti derivati strutturati decade la funzione di hedging, di copertura: sono titoli per lo più speculativi, rischiosissimi e, talvolta, inaffidabili.

lunedì, 28 gennaio 2008

Buona settimana!

Buon_inizio_di_settimana!

Passo rapidamente per ringraziare tutti coloro che sono passati dal mio blog in questo fine settimana, lasciandomi commenti, saluti ed auguri!  Com'era ovvio aspettarsi, il mio weekend è trascorso meravigliosamente insieme alla mia Coccolina, un fine settimana all'insegna della tranquillità e del riposo, un meritato riposo per entrambi, dopo un periodo abbastanza stressante. Ieri, tra l'altro, è stato il nostro 26esimo mesiversario, due anni e due mesi insieme!  Com'è bello vedere che il tempo scorre, ma il nostro amore non si attenua, anzi, continua a crescere!  TI AMOOO DA MORIRE ILARIA E GIÀ MI MANCHI TANTISSIMO!!!

Doverosa citazione per il piccolo Pato che, ieri, ha risolto la partita del Milan. Anche se appare ancora acerbo per il calcio italiano, anche se deve crescere ancora fisicamente e maturare calcisticamente parlando, credo che 3 gol segnati in 4 partite ufficiali siano un ottimo bottino, un'ottima presentazione per questo baby campioncino che, per il Milan, rappresenta sempre più la speranza per il futuro. Complimenti anche al Genoa, perché per oltre un'ora ha giocato alla pari col Milan, creando anche qualche grattacapo alla retroguardia rossonera; Marco Borriello sembra un altro giocatore rispetto a quello visto nelle scorse stagioni a Milanello: direi che il buon Alberto Gilardino comincia a rischiare grosso per il futuro in rossonero, purtroppo...
Mi auguro che anche il vostro weekend sia trascorso nel migliore dei modi e vi auguro, inoltre, di iniziare al meglio questa nuova settimana!  A presto!

venerdì, 25 gennaio 2008

Dove la luce

angelo_d'amore

Come allodola ondosa
nel vento lieto sui giovani prati,
le braccia ti sanno leggera, vieni.
Ci scorderemo di quaggiù,
e del mare e del cielo,
e del mio sangue rapido alla guerra,
di passi d'ombre memori
entro rossori di mattine nuove.
Dove non muove foglia più la luce,
sogni e crucci passati ad altre rive,
dov'è posata sera,
vieni, ti porterò
alle colline d'oro.
L'ora costante, liberi d'età,
nel suo perduto nimbo
sarà nostro lenzuolo.

(Giuseppe Ungaretti - Dove la luce)

Dedico questi versi d'amore alla mia amata Ilaria che, domani, potrò finalmente rivedere e riabbracciare!  Non vedevo proprio l'ora, perché anche se questa settimana è stata poco impegnativa per me, devo dire che proprio per questo mi è sembrato che scorresse più lentamente, più lentamente del solito almeno. Fortunatamente, anche questa volta il weekend è arrivato, e lascio un caloroso saluto a tutti quanti, augurando a tutti voi un sereno e felice fine settimana, ricco d'amore per gli innamorati come Ilaria e me, ricco di gioie e soddisfazioni per chi, invece, è ancora alla ricerca dell'anima gemella, oppure preferisce godersi altri piaceri della vita!  

giovedì, 24 gennaio 2008

161 no 156 sì = A CASA!

Oggi_si_e'_spento_il_governo_Prodi

Ne danno il lieto annuncio la maggioranza dei senatori, il presidente del Senato Marini e tutti i cittadini italiani, i contribuenti italiani oramai distrutti da continue mazzate e cazzate governative, una dietro l'altra, una figuraccia dietro l'altra, sia a livello nazionale che a livello internazionale. Il governo Prodi viene, così, sfiduciato. Ho seguito in diretta le votazioni solenni al Senato, tenendo incrociate le dita, perché il momento era topico, importante, e ci si giocava molto sul filo del rasoio, per una manciata di voti. Alla fine saranno 156 sì contro 161 no. Ovazione comprensibile a Palazzo Madama al momento dell'annuncio. Ora Prodi sarà costretto a dimettersi e la palla passa nelle mani del presidente Napolitano.

Indipendentemente dalle scelte del presidente della Repubblica, questa è una giornata di grande importanza per il Paese. Probabilmente il governo peggiore, più disastroso di tutti i tempi, si è tolto dalle balle. Una maggioranza costruita solo per andare al potere, solo per sconfiggere la coalizione di centro-destra, solo per sconfiggere Berlusconi. Nessun tipo di programmazione, niente di niente; un programma di oltre 280 pagine che non hanno assolutamente rispettato, soprattutto perché non condivido da tutti gli schieramenti politici appartenenti all'Unione. La fine giusta di questo governo dell'incapacità e dello stallo era la caduta. Si sapeva già quando sono saliti al potere. A quel "governeremo per 5 anni" pronunciato da Romano Prodi non credeva nessuno, nemmeno i suoi alleati, probabilmente nemmeno lui stesso.
Ora le alternative sono il reincarico a Prodi (che provocherebbe un'insurrezione popolare), il governo tecnico per le riforme importanti (credo sia la soluzione più probabile), oppure andare direttamente alle urne a votare (soluzione più democratica). In qualsiasi caso, come ho già detto, questo è un grande giorno per il Paese: la politica è uno schifo totale, destra o sinistra che sia, però abbiamo avuto per quasi due anni al governo il peggio che si potesse avere. Forza, ora la politica deve ripartire dal fondo che ha toccato e risalire, ma risalire molto, perché gli Italiani sono stanchi e stufi di essere presi in giro.

mercoledì, 23 gennaio 2008

Pota Pato

Pota_Pato

Prima di andarmene a nanna, voglio dedicare due parole all'ennesima sconfitta del Milan, maturata questa volta sul campo dell'Atalanta. A Bergamo il Milan ha perso 2-1, passando dapprima in vantaggio con gol fortunoso di Gennaro Gattuso (piattone deviato da Doni), ma facendosi poi raggiungere da Langella, pregevole finalizzatore di una bella azione orobica, e superare da un gol di Tissone, con grave partecipazione del georgiano Kaladze, autore di un intervento da vero incompetente.

Inesistente o quasi l'attacco rossonero. Gilardino isolato e spaesato, Kakà alle prese con la sciolina e Pato apparso in difficoltà contro una difesa molto stretta ed aggressiva quale quella dell'Atalanta. Primo tempo, comunque, di marca rossonera con diversi errori sotto misura, tra cui lo stesso Pato che si è divorato un gol-rigore, praticamente.
A proposito di rigore, vorrei segnalare ancora un rigore direi netto non assegnato al Milan, per spinta su Gilardino e successivo tocco di palla con la mano del difensore, e non si trattava di un tocco fortuito. Dondarini ha preferito lasciar correre... mah... questo è uno dei tanti punti che non ci fa somigliare all'Inter che, oltre alla compattezza di squadra, alla completezza della rosa, ad un gioco essenziale e redditizio, riesce anche ad avere, ogni tanto, un aiuto fortuito dalla classe arbitrale. Ovviamente, nulla a che vedere con Moggi, si tratta di pura e semplice sudditanza psicologica, un fenomeno che mai si potrà sradicare dal mondo del calcio.

In conclusione, tre punti buttati nel cesso e quarto posto che, momentaneamente, diventa ancora più lontano da raggiungere. Spero che che il girone di ritorno veda un Milan più brillante, perché altrimenti la Champions la vedremo col binocolo l'anno prossimo...

mercoledì, 23 gennaio 2008

Fremito di passione

Passione_a_letto

È lì nel dormiveglia,
confine dove si intrecciano
desideri e sogni,
dove i piaceri sembrano realtà,
è lì, che modello il tuo corpo
nelle mie lenzuola,
ti abbraccio nel cuscino
ed ho un brivido di gioia.
È lì, che abbandono le spine
e rifiuto ogni dolore
in un mare di passione
creo un'isola di tenerezza
su un'amaca mi dondolo,
e la tua onda mi lambisce.
Ad occhi ancora chiusi aspetto
quel fremito che ti catturi l'anima.

(Oliviero Widmer Valbonesi - Fremito)

martedì, 22 gennaio 2008

Hello Prodi!

Prodi_Spank

Come tutti ben sanno, immagino, ieri sera l'ex guardasigilli Clemente Mastella ha rifiutato anche l'appoggio esterno al governo Prodi, passando ad una posizione di contrasto contro la coalizione di governo in cui aveva seduto per quasi due anni. Secondo il Ceppalonico, il governo stava esalando oramai l'ultimo respiro, quindi, per il bene del popolo italico, il Clementino nostro ha deciso di dargli il colpo di grazia, per salvare il Paese dallo scatafascio più totale. Chi crede a questa versione?  Io no, manco morto oserei dire! Mastella ha fatto parte dell'attuale esecutivo e da ministro ha sempre evitato di causare una crisi di governo, ha sempre difeso a spada tratta il consiglio dei ministri (tranne Di Pietro, con cui faceva come cane e gatto), il premier Prodi e la maggioranza tutta. Ora che s'è trovato appiedato, privo dello scranno ministeriale (evidentemente molto comodo per le due soavi chiappette), ecco che passa all'attacco. Probabilmente voleva l'appoggio del governo e della maggioranza sul fatto giudiziario che vede coinvolti lui, buona parte della sua famiglia e buona parte dei vertici del suo partito. Ma Prodi non poteva scendere così in basso, non si poteva concedere un'altra ennesima figuraccia mastodontica. Ed ecco che Mastella, conscio di questo, passa in un baleno da sostenitore del governo a nemico. Folgorato sulla via di Ceppaloni, probabilmente, si rende conto che l'attuale maggioranza è semplicemente frutto di un'aggregazione di forze politiche disomogenee, talvolta in aspro contrasto tra di loro. In realtà, sta cercando di farsi passare, agli occhi delle gente, come il salvatore del Paese, per guadagnare un bricciolo di immagine dopo i mesi di inguardabile governo della Giustizia (indulto, caso Forleo e caso De Magistris, ecc...) e dopo il tracollo dell'inchiesta campana che lo vede coinvolto.

E stamattina, il presidente Prodi riferisce alla Camera sulla situazione politica dell'Italia. Come è ovvio che sia, dopo l'uscita di un partito dalla coalizione di governo, chiederà formalmente la fiducia; la votazione dovrebbe essere prevista per domani. Il vero problema di Prodi, comunque, non sta alla Camera bensì al Senato, dove tra una maggioranza molto risicata e un diverso conteggio degli astenuti, il governo rischia seriamente di andar sotto. Non ho sottomano le cifre esatte, ma credo che non vi siano i numeri al Senato per continuare a governare, nonostante i senatori a vita. L'unica cosa che potrebbe spingere alcuni senatori a votare a favore dell'attuale governo sarebbe la prospettiva, una volta raggiunti i due anni e mezzo di mandato, di percepire il vitalizio che spetta ad ogni parlamentare dopo un tale lasso di tempo. Mi auguro, però, che non si arrivi a tanto, sarebbe veramente una figura meschina di certi individui che dovrebbero semplicemente pensare ad amministrare al meglio il Paese.