Risklover Weblog
domenica, 30 settembre 2007

Crisi Rosso-Nera

Rabbia Kakà

È ufficiale: questo Milan non sa più vincere. Anzi, cosa assai peggiore, questo Milan non sa più giocare a calcio. Quest'anno non ci sono alibi da poter utilizzare accuratamente per sminuire la situazione: Calciopoli è ormai alle spalle, la preparazione fisica è stata fatta, nei tempi e nei modi pianificati dallo staff medico di Milanello. Eppure, i campioni d'Europa vedono ormai la vetta della classifica del campionato italiano col binocolo, giocano malissimo e stentano contro squadre del calibro di Siena, Parma e Catania. Con tutto il rispetto per questi tre club e per i loro tifosi, trovo che una squadre come il Milan dovrebbe raccogliere molto di più da sfide di questo tipo. Non è arroganza, si tratta semplicemente di guardare il blasone e la caratura tecnica di alcuni giocatori di questa squadra, giocatori che molte squadre si sognano. Nonostante questo si soffre, si perdono punti per strada e cala notevolmente la fiducia del tifo rossonero. Anche quest'anno si tirerà fuori il nome di Ronaldinho per tranquillizzare i tifosi? Ricordo come l'anno scorso venne costruito ad arte il "progetto Ronaldinho" per portare l'asso brasiliano nella Milano rossonera. Ricordo le frasi del tipo "siamo in pole-position" e ricordo altrettanto bene come la società apparve defilarsi dal possibile acquisto del campione blaugrana proprio subito dopo la conquista della settima Champions League in quel di Atene. Ed ora, dopo un mercato fatto di parole, siamo esattamente tornati al principio, in cui la squadra è come al solito vecchia, la rosa è poco ampia, il gioco è prevedibile e i risultati faticano ad arrivare. L'unico vero obiettivo raggiungibile da questa squadra può essere la conquista del mondiale per club, competizione che si svolgerà verso inizio dicembre. Poi credo che non potrà andarci di culo come nella scorsa stagione, non si può pretendere troppo dalla fortuna, ciò che ci dà oggi ci verrà poi tolto domani, magari pure con gli interessi...

Riporto anche le mie personalissime pagelle per la partita Milan-Catania, conclusasi un paio d'ore fa all'incirca. Mi auguro che rispecchino la realtà dei fatti e che possano essere condivisibili, sia dai tifosi milanisti che dai i non milanisti...

PAGELLE MILAN-CATANIA

KALAC 5,5: sul gol del Catania salva di piede su Spinesi, mentre sul seguente cross non può fare molto. Inoperoso, comunque trasmette insurezza al reparto e, immagino, a tutti i tifosi.
CAFU 5: encomiabile il suo tentativo di giocare alla sua età. Ricordo che è un coetaneo del nostro presidente...
BONERA 6: i piedi sono da difensore, non vi sono dubbi, però dietro lotta e corre (aspetto da non trascurare vista la nostra rosa).
KALADZE 6: a parte qualche solito "colpo di testa", fa una partita sulla sufficienza, fino al leggero infortunio che, immagino, lo terrà fuori fino a Pasqua.
FAVALLI 4,5: per lui vale il discorso fatto per Cafu, con l'aggiunta che sul gol del Catania non si capisce cosa stesse facendo. Perde l'uomo che avrebbe dovuto marcare coi denti e lo prendiamo in quel posto, sempre al solito modo, sempre con la solita azione.
GATTUSO 6: per la grinta.
PIRLO 6: per la sfiga, seconda traversa di fila.
AMBROSINI 5: sbaglio, o durante il primo tempo si destreggia nel numero della foca, perdendo miseramente palla? Partita incolore, la sua.
SEEDORF 6,5: semina nel deserto; si vede che è in forma, però questo non coincide con la condizione della squadra. Cala nel finale, quando è molto stanco.
KAKÁ 6: al di là del fatto che rischia l'espulsione come un pirla, è l'unico che nella ripresa accende la miccia, con alcune sgroppate.
INZAGHI 5,5: gli annullano un gol regolare, ma poi ne sbaglia uno grande come una casa. L'età si fa sentire pure su di lui.
ODDO 6,5: forze fresche sulla fascia che ci danno un po' di momentaneo respiro.
NESTA 6: nulla da segnalare.
GILARDINO 5,5: il solito Gila, inconcludente.

ANCELOTTI 5: se la squadra non corre e non ha idee, la colpa sarà anche un po' sua, o no?

Fortuna che oggi c'è stata la vittoria bis di Paolo Bettini, neo campione del mondo di ciclismo per il secondo anno consecutivo, come accade a Gianni Bugno. Grande, immenso Bettini! Ha vinto contro tutto e contro tutti, anche contro chi lo voleva estromettere dalla gara per motivi stupidi. Viva Paolo Bettini, Campione del mondo di ciclismo su strada a Stoccarda!!!

Bettini campione del mondo Stoccarda
sabato, 29 settembre 2007

Vento contrario all'eolico

Energia eolica
Il governo fa arrabbiare i produttori elettrici che ricavano l’energia dal vento: un nuovo provvedimento che limita la possibilità di costruire impianti eolici ha sollevato le proteste di Assoelettrica, Aper (Associazione produttori di energia da fonti rinnovabili) e Anev (Associazione nazionale energia del vento). E fin qui è già sorprendente che un governo che dice di voler sostenere l’energia verde metta i bastoni tra le ruote di chi vuol costruire gli impianti. Ma ieri ci si è messa anche Legambiente, notoriamente non lontana dall’attuale esecutivo, secondo la quale «il vento in Italia c’è e l’eolico è possibile, è il governo a non volerlo. Per far girare le pale non serve un tornado, ma un governo che non soffi in senso contrario. La verità - secondo Legambiente - è che questo governo non ha alcuna strategia per il futuro energetico dell’Italia e che l’eolico è assolutamente poco sfruttato».
Quanto ai produttori di «energia eolica», un comunicato afferma che «si annunciano nuove restrizioni sulla diffusione dell’eolico che risulta pesantemente penalizzato dal decreto, proposto dal ministero dell’Ambiente e approvato dalla Conferenza Stato Regioni, che stabilisce norme molto limitanti per l’inserimento dei parchi eolici nei Siti di importanza comunitaria (Sic) e Zone di protezione speciale (Zps). Nuove restrizioni che impediscono di fatto la realizzazione di nuovi impianti su oltre il 19% del territorio nazionale».
A fine 2006 in Italia c’erano impianti eolici per 2.100 megawatt: l’obiettivo dichiarato del governo è arrivare a 15mila Mw entro il 2020. Come sia possibile raggiungere questo obiettivo è tutto da vedere: già oggi costruire un impianto eolico non è la cosa più semplice, tra i permessi (e veti) incrociati di tutti i possibili enti locali: «Il decreto - ha detto il presidente di Aper, Roberto Longo - è chiaramente in controtendenza rispetto agli obiettivi fissati dall’Unione europea al 2020. C’è una contraddizione di alcune fasce dell’ambientalismo che a parole promuovono la diffusione dell’eolico e nei fatti si oppongono a qualsiasi intervento sul territorio».

Pur non trovando l'energia eolica come vera soluzione al problema dell'approvvigionamento energetico, trovo che schierarsi contro di esso sia un grosso errore, perché anche se non può essere una fonte primaria di energia, può comunque tornare utile in via sussidiaria, per ampliare la gamma di fonti energetiche. L'eolico non può considerarsi una fonte primaria perché trae origine dal vento, un fattore esogeno e non controllabile dall'uomo; ergo, non si potrebbe modulare l'energia per venire incontro ai picchi di domanda che contraddistinguono certe fasi della giornata e certi periodi durante l'anno. Però certamente puntare sull'energia eolica è un primo passo verso la vera costruzione di una rete energetica, in grado di sfruttare più fonti contemporaneamente per generare energia, separandosi pian piano dal petrolio e dagli idrocarburi in generale.
Purtroppo, però, gli interessi dei petrolieri in Italia sono più forti degli interessi dei cittadini. I nostri politici preferiscono prendere soldi dai petrolieri, soldi che poi vengono fatti gravare sulle bollette degli utenti. In Italia non si pianifica nulla, si guarda solo al presente, mai verso il futuro. Siamo un Paese ricco di sole e vento, ma purtroppo non riusciamo ad entrare nell'ottica di sfruttare queste fonti per il nostro approvvigionamento quotidiano, magari supportato anche da altre fonti energetiche pulite. Forse tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, però che almeno si dimostrasse di voler cominciare a colmare questo gap, invece di andare sempre nella direzione opposta...

venerdì, 28 settembre 2007

Il Colore dell'Ipocrisia

Finalmente il mondo s'è accorto che in Birmania c'è un regime militare che ha instaurato una dittatura feroce, fatta di oppressione per gli oppositori, oppressione che spesso sfocia nella loro uccisione. Ecco, fantastico, finalmente i media nel mondo mandano le immagini e i video dei massacri effettuati dalle milizie militari ai danni di monaci e civili indifesi ed innocenti. Dovrebbe essere l'alba di un nuovo futuro per quel Paese, bisognerebbe intervenire con forze internazionali per fermare le morti e spodestare il regime, ed invece si parla semplicemente di indossare qualcosa di colore "rosso" per solidarietà ai monaci uccisi... Vi riporto un articolo di Pablo Trincia apparso sul sito de La Stampa, credo sia molto adeguato per descrivere la situazione attuale.

Non sono mai stato in Birmania, anche se spero di andarci presto. Me ne sono occupato diverse volte con articoli di attualità sulla situazione politica, eccetera. E oggi scrivo (un po' incazzato, lo ammetto), per dire che quello che sta accadendo in queste ore è assolutamente ridicolo.
Ieri sera accendo il tg e, tra i vari servizi di apertura sulla Birmania (o Myanmar, che importa?) sento dire che qualcuno ha lanciato la proposta di mettersi qualcosa di rosso (il tizio che conduceva il tg aveva una cravatta di quel colore e se l'è persino indicata) in solidarietà con il popolo birmano.
Solidarietà con il popolo birmano?? What??? a momenti cascavo dalla sedia. Non riuscivo a crederci. Mi veniva da ridere.
Premetto: 
Viva la solidarietà con i popoli oppressi, sempre e comunque. 
Viva i media che si interessano dei Paesi dove vivono gli oppressi. 
Viva la comunità internazionale che si scaglia contro quelli che opprimono.

Ma c'è un atteggiamento di fondo che mi pare un po' ipocrita. Ecco le ragioni: fino all'altro giorno, in Italia, quasi nessuno sapeva indicare la Birmania sulle carte geografiche. Pochi conoscevano la storia di Aung San Suu Kyi. I giornali ne parlavano sempre come di una terra lontana ed esotica, governata da un regime militare dispotico. Non fregava granché a nessuno. La gente veniva uccisa, incarcerata, messa in catene nelle campagne. Le popolazioni tribali prese costantemente a calci (alle donne incinta aprivano la pancia con il machete). Tutto questo dal 1962, non dall'altro ieri. Le notizie erano piuttosto rare.
Poi, cosa succede? I monaci inscenano una lunga protesta, giustamente ripresa da tutti i media internazionali. Minacciano il regime, gli puntano contro i riflettori di tutto il mondo, danno il “la” a quella che potrebbe essere una rivoluzione dal basso, fanno tremare gli odiosi generali di Yangon. Quelli replicano sparando e picchiando (hanno sempre e solo fatto quello).
Apriti cielo! Hanno colpito dei monaci! Il simbolo della pace e della non-violenza! Lo sdegno raggiunge l'apice. La gente è incazzata, qualcuno propone di scendere in piazza e fare sit-in. Infatti oggi siamo solidali con il popolo birmano e andiamo in giro con la qualcosa di rosso.
Ora facciamoci una domanda: se non fossero stati monaci, ma normali cittadini, stufi di un'oligarchia militare, la notizia sarebbe mai arrivata? Risposta: probabilmente no. (Tant'è che le proteste sono cominciate quest'estate, ma a nessuno è fregato nulla). Qualcuno avrebbe mai proposto di vestirsi di rosso (colore degli abiti dei monaci) in solidarietà con il popolo birmano? Sicuramente no.
E la settimana scorsa, quando si pensava che la Birmania fosse una città del Sudamerica? E dieci, venti, quarantacinque anni fa? Dove eravamo? Cosa sapevamo?
Questo per dire che le notizie vanno di moda. Una settimana, magari due, forse anche un mesetto. Ma poi sono come un vecchio maglione. Quel colore (il rosso?) non va più. Basta.
Oggi abbiamo scoperto che esiste un posto chiamato Birmania. Fico. Abbiamo deciso di dare il nostro supporto e regalare un po' del nostro sdegno a un popolo di cui ieri non sapevamo nulla. Abbiamo odiato e irriso un regime militare che non conoscevamo. 
Tra un po' ce ne saremo già dimenticati.
E ancora. Ho molti colleghi e amici freelance che, come me, scelgono di girare il mondo per trovare e raccontare storie, spesso legate all'ingiustizia, alla povertà, ai diritti umani, eccetera. In Africa, Asia, Sud America, Medio Oriente. Storie di quella che viene chiamata (e io rifletterei sull'aggettivo) “Informazione Alternativa”. Oppure “Mondo Dimenticato”.
Solo chi fa questo mestiere sa davvero cosa voglia dire andare in posti su cui i riflettori dei media non si sono mai accesi. Posti che nessuno metterà mai in prima pagina e che non verranno mai ripresi dalle telecamere dei tg. Gente di serie C, che resterà sempre in serie C, per cui nessuno si indigna e nessuno protesta.
Oggi la Birmania è stata momentaneamente promossa nella serie A delle news. Ma avete mai visto qualcuno scendere in piazza o scegliere un colore in solidarietà con qualche popolo africano?
Che colore indossiamo per gli orfani del Darfur? E per i contadini delle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo? Mai sentito parlare della pulizia etnica in Guinea Equatoriale o in Costa d'Avorio? Risposta: probabilmente no. Però oggi mettiamo qualcosa di rosso, perché hanno sparato ai monaci in Birmania.....
Facciamo un favore a questa gente: non prendiamola per il culo...

Su queste parole bisogna riflettere parecchio, ma proprio tanto, anche perché ritengo che abbia ragione su tutto, al 100% o forse più... Inutile dire che all'autore dell'articolo vanno i miei più sentiti complimenti, perché nel giornalismo d'oggi è facile seguire le masse e scrivere esattamente ciò che le masse vogliono leggere o sentirsi dire. Andare controcorrente non è facile, invece, però spesso è andando controcorrente che si dimostra veramente d'essere giornalisti validi e preparati.
Per la Birmania ci vuole ben altro che maglie, maglioni, vestiti rossi. La nostra solidarietà la dobbiamo dimostrare non dimenticandoci di loro, nel nostro piccolo, mentre a livello globale bisogna che anche i potenti si ricordino che anche in quelle zone andrebbe esportatà la libertà e la democrazia...

giovedì, 27 settembre 2007

All I want is You...

You say you want diamonds on a ring of gold
You say you want your story to remain untold
But all the promises we make
From the cradle to the grave
When all I want is you

You say you'll give me a highway with no one on it
Treasure, just to look upon it
All the riches in the night
You say you'll give me eyes in a moon of blindness
A river in a time of dryness
A harbour in the tempest
But all the promises we make
From the cradle to the grave
When all I want is you

You say you want your love to work out right
To last with me through the night
You say you want diamonds on a ring of gold
Your story to remain untold
Your love not to grow cold
All the promises we break
From the cradle to the grave
When all I want is you

You
All I want is you
All I want is you
All I want is you...

Questo splendido video, tratto dal concerto degli U2 del 2005 a San Siro, di una splendida canzone d'amore, una delle mie canzoni preferite in assoluto, la voglio dedicare al mio Amore, per festeggiare simbolicamente il nostro 22esimo mesiversario d'amore... Ormai siamo una coppia solida e siamo ad un passo dal nostro secondo anniversario che cadrà tra due mesi, il 27 novembre prossimo. Sarà il nostro "Love day"! Oramai, dopo il V-Day di Beppe Grillo, c'è la moda di creare una miriade di "special day", e perciò anch'io voglio dar vita al nostro personalissimo Love Day!

Mi dispiace tanto, tesoro mio, che tu sia leggermente influenzata oggi e non sai davvero cosa darei per poterti stare accanto e curarti con tanto amore! Dopo i giorni di stress e fatica durante i quali eri tu a dover badare a tutte le faccende di casa, alla cura dei tuoi fratelli e al lavoro in ufficio, è giusto che tu ora ti prenda un periodo di riposo e di recupero, però vorrei tanto che tu riposassi tra le mie braccia, avvolta nel caldo tepore di un mio abbraccio...

TI AMO TANTO TANTO TANTO TANTISSIMO DA IMPAZZIRE ILARIA E NON SONO MAI SAZIO DI TE E DEL TUO STUPENDO AMORE!!! AMIAMOCI PER SEMPRE, TESORO MIO!!!

 P.S. altra ricorrenza: oggi si festeggia anche l'anniversario di matrimonio dei miei genitori. Si sono sposati, esattamente, il 27 settembre del 1969, quindi tanti tanti anni fa, per la precisione 38! A loro va il mio più grande augurio, anche perché è anche grazie a loro che ho capito quanto sia importante l'amore nella vita...

mercoledì, 26 settembre 2007

News sul sesso, imprudente e folle

Berlino, 24 set. (Adnkronos Salute) - Italiane impreparate al primo appuntamento col sesso. Una su tre confessa infatti di non aver usato alcun metodo contraccettivo la prima volta che ha fatto l'amore. E' quanto emerso dall'indagine 'Scegli tu', condotta quest'estate dalla Società italiana di Ginecologia ed Ostetricia (Sigo) e presentata oggi a Berlino, in occasione della Prima Giornata mondiale della contraccezione, in programma oggi. ''Si tratta di una situazione difficile - confessa Emilio Arisi, direttore dell'Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Santa Chiara di Trento e consigliere nazionale della Sigo - anche perché dall'indagine effettuata sulle spiagge italiane abbiamo coinvolto ben 1100 ragazze''. La 'prima volta', inoltre, si conferma attorno ai 16 anni di età, ma ci sono dei casi - prosegue Arisi - ''in cui le ragazze hanno la loro prima esperienza sessuale anche a 11-12 anni. E' verso questa fascia d'età che dobbiamo fare di più, e promuovere campagne di informazione''.

Tra gli obiettivi di 'Scegli tu' non c'è solo la diffusione di una contraccezione sicura, ''ma anche la volontà di ridurre la possibilità di aborti volontari in Italia''. Secondo il consigliere nazionale della Sigo, però, gli italiani devono cominciare ad avere un altro approccio nei confronti della contraccezione. ''Solo il 16-17% delle persone in età fertile utilizza la pillola contraccettiva a differenza di altri Paesi europei, come Belgio, Olanda e Germania, dove la media sale anche a 40-50%. Eppure - conclude amaramente l'esperto - si tratta di Paesi in cui i tassi di natalità sono superiori al nostro''.

Insomma, le italiane 'amano' il rischio sotto le lenzuola e sfidano la possibilità di una gravidanza inattesa senza ricorrere a misure preventive di contraccezione. Solo il 50% - informa Arisi - delle nostre connazionali in età fertile usa infatti metodi sicuri di contraccezione durante i propri rapporti sessuali.

''La cosa più preoccupante - ammette Arisi - è che le donne italiane riescono ad informarsi su questi argomenti solo in modo autonomo''. Il 46% delle ragazze intervistate ha infatti ammesso di essere autodidatta in questo campo, e di reperire le informazioni essenziali solo tramite internet, tv, radio e giornali. Altre, invece, preferiscono parlarne con il proprio partner (19%), con gli amici (35%) o in famiglia (41%). Da questa graduatoria manca il medico, interpellato dalle donne solamente il 9% delle volte. Una informazione così poco specialistica preoccupa Arisi, anche perché dal sondaggio emerge come il 90% delle donne ormai sia favorevole ad avere rapporti sessuali anche prima del matrimonio.

Da evidenziare, inoltre, che ''aborto, educazione sessuale e metodi contraccettivi non sono argomenti medici, ma investono anche la sfera sociale, familiare e lavorativa di ognuno di noi''. Parola di Aldo Morrone, direttore dell'Istituto nazionale per la promozione della Salute delle popolazioni migranti e consulente del Dipartimento per i diritti e le pari opportunità della Presidenza del Consiglio del Ministri, secondo il quale ''le oltre 600mila donne morte ogni anno nel mondo durante il parto, dimostrano che il problema non è solo medico, ma sociale''. ''Il problema maggiore - prosegue Morrone - è che il 99% di queste morti avviene nei Paesi in via di sviluppo a causa delle condizioni sanitarie drammatiche. Ma problemi simili riguardano anche le donne immigrate che vivono in Italia''.

Lo slogan scelto per la prima Giornata mondiale della contraccezione è 'Vivi la tua vita, prima che tu ne faccia cominciare un'altra'. La giornata di sensibilizzazione è stata organizzata per far aumentare la consapevolezza delle donne nei confronti delle gravidanze indesiderate, e per far capire che il problema è assolutamente globale. Ogni anno, infatti, in tutto il mondo ci sono circa 210 milioni di gravidanze di cui il 38% non pianificate. E, di queste, il 22% si conclude con un aborto.

Testimonial dell'iniziativa è l'attrice Mischa Barton, protagonista della fortunata serie tv O.C. ''Ho aderito a quest'iniziativa perché si tratta di un problema globale che coinvolge tutti. Penso che la vita è bella, e deve essere vissuta così fino a quando ogni ragazza si assume le proprie responsabilità'', ha commentato l'attrice, poco più che 20enne, mostrando lo slogan 'Live your life, before you start another'.

Ciò che mi preme sottolineare dell'imprudenza delle giovani italiane quando si parla di rapporti sessuali e dell'ancora largo utilizzo della pratica dell'aborto per "porre rimedio" ad un evento imprevisto e non voluto. Io non sono contro il "fare sesso", trovo sia un libertà dell'individuo, un proprio diritto da esercitare quando lo si ritiene opportuno, senza troppi condizionamenti esterni e sociali. Però, prima di tutto, bisogna dimostrare maturità per certe cose, capire il momento giusto, prendere sempre le dovute precauzioni e sapersi prendere le proprie responsabilità. Non siate costrette a ricorrere all'omicidio dell'aborto, pensateci prima ed evitate di trovarvi di fronte a certe decisioni!

Ed ora, cambiando argomento, ma rimanendo sempre in tema, riporto una notizia riportata sul sito de "Il Corriere della Sera", una notizia per certi aspetti allucinante, se si pensa che è dovuta intervenire la Cassazione per dare una sentenza definitiva su un caso che, secondo me, non richiedeva assolutamente l'intervento di essa.

ROMA - Non esiste il «diritto all'amplesso». Lo mette nero su bianco la Cassazione ricordando che nemmeno all'interno della coppia si può rivendicarlo. In questo modo la Terza sezione penale, con la sentenza n. 35408, ha respinto il ricorso di Giuseppe Z., un 45enne palermitano che era stato già condannato in appello a 4 anni di reclusione per una serie di reati commessi nei confronti della moglie Donatella, costretta «più volte a subire rapporti sessuali» contro la sua volontà.

«VIOLENZA SESSUALE» - Per la Suprema corte, «in tema di reati contro la libera sessuale», scatta la condanna per il reato di violenza sessuale nei casi di «qualsiasi forma di costringimento psico-fisico idonea ad incidere sull'altri libertà di autodeterminazione, a nulla rilevando l'esistenza di un rapporto di coppia coniugale o paraconiugale tra le parti», dal momento che, scrive il relatore Giovanni Amoroso, «non esiste all'interno di un tale rapporto un "diritto all'amplesso", ne conseguentemente il potere di esigere o imporre una prestazione sessuale».
Cioè, ma vi pare che un giudice debba porsi il dubbio che esista, per il marito, questo cosiddetto "diritto all'amplesso"? Ma siamo completamente rincoglioniti? Ovvio che la Corte di Cassazione risponda come è logico che fosse, rispedendo al mittente il ricorso di questo pazzo e sancendo definitivamente che non esiste nulla che possa anche solo assomigliare ad un diritto al piacere, soprattutto quand'esso va a scontrarsi contro i diritti e le libertà personali del coniuge! Ma diamine, non è che all'interno di una coppia tutto sia lecito, anche in questo contesto i diritti personali di entrambi i coniugi devono essere rispettati e fatti valere. Non so voi, ma sono rimasto allibito leggendo questa notizia, l'ho riletta più volte perché temevo di aver letto male... Un ricorso del genere non deve nemmeno essere preso in considerazione, bisognerebbe aumentargli la pena a questo soggetto! Non siete d'accordo?
martedì, 25 settembre 2007

25 anni di matrimonio

25 anni di matrimonio

Oggi, se non cado in errore, sono esattamente 25 anni che i genitori della mia Ilaria sono felicemente sposati! Quindi, dato l'importante evento, voglio fare i miei migliori auguri a loro per essere riusciti a raggiungere felicemente insieme questo traguardo d'amore. Hanno festeggiato e stanno ancora festeggiando a Parigi questo importante avvenimento della loro vita e mi auguro che questi giorni siano trascorsi bene e serenamente, con tanti occasioni romantiche per scambiarsi promesse d'amore per altri 100 anni, come minimo!

Parigi Amore
"Amore... si parla dell'amore in ogni istante... in qualsiasi posto, ma sei davvero sicuro di sapere cos'è l'amore?
Quando ti chiedi cos'è l'amore, immagina due mani ardenti che si incontrano, due sguardi perduti l'uno nell'altro, due cuori che tremano di fronte all'immensità di un sentimento, e poche parole per rendere eterno un istante."
lunedì, 24 settembre 2007

Quanto t'amo non lo sai...

Quanto t'amo non lo sai
Se tu mi avessi chiesto: "Come stai?"
se tu mi avessi chiesto dove andiamo
t'avrei risposto "bene, certo sai"
ti parlo però senza fiato
mi perdo nel tuo sguardo colossale,
la stella polare sei tu mi sfiori e ridi no, cosi non vale
non parlo e se non parlo poi sto male

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
e non lo sai perchè non te l'ho detto mai
anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
non l'ho mai detto e non te lo dirò mai
nell'amor le parole non contano conta la musica.

Se tu mi avessi chiesto: "Che si fa?"
se tu mi avessi chiesto dove andiamo
t'avrei risposto dove il vento va
le nuvole fanno un ricamo
mi piove sulla testa un temporale
il cielo nascosto sei tu ma poi svanisce in mezzo alle parole
per questo io non parlo e poi sto male

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
e non lo sai perchè non te l'ho detto mai
anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
non l'ho mai detto e non te lo dirò mai
nell'amor le parole non contano conta la musica.

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
non l'ho mai detto ma un giorno capirai
nell'amor le parole non contano conta la musica.

Amore mio, io mi auguro che in questi mesi tu abbia capito quanto ti amo, spero di essere riuscito a trasmetterti in tutti i modi possibili il sentimento che provo per te... In questi giorni di assenza dei tuoi genitori, in questi giorni in cui ti dedichi moltissimo al lavoro, in questi giorni in cui devi occuparti della casa e dei tuoi fratelli ammalati, non sai cosa darei per poterti essere accanto e farmi capire almeno di parte delle tue responsabilità, per permetterti di vivere giornate meno dense di impegni e, quindi, meno stressanti per te... So benissimo quanto lo stress incida negativamente sulla salute e non voglio che tu stia male per il grande e lodevole impegno che dimostri in questi giorni. Vorrei poterti strapazzare di coccole e baci, come piace a te e come piace ad entrambi, tesoruccio mio...

TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TI AMO TANTO TANTO TANTO TANTO TANTO TANTO TANTISSIMOOO ALLA FOLLIA AMORE MIO E VOGLIO DARTI TUTTO L'AMORE CHE MERITI PER TUTTA LA VITA, PERCHÉ SEI UNA RAGAZZA, UNA PERSONA ASSOLUTAMENTE MERAVIGLIOSA!!!
domenica, 23 settembre 2007

Caro treni

Qualora qualcuno non lo sapesse, riporto qui di seguito il cambiamento sulle sanzioni applicabili a chi salisse sul treno senza biglietto, oppure senza averlo regolarmente obliterato. Dalle cifre, è evidente che si tratta di una stangata, di un aumento del 100% delle sanzioni, tanto per far aumentare pure queste voci di spesa, dato l'andazzo generale della nostra economia...

Mai più senza biglietto
fonte: www.ferroviedellostato.it


Mai più in treno senza biglietto. Da lunedì 17 settembre 2007 aumentano i controlli nelle stazioni e sui treni e vengono introdotti inasprimenti delle sanzioni per chi non paga il biglietto. 

L’evasione tariffaria continua a costituire uno dei problemi del Gruppo Ferrovie dello Stato. 
Le ultime indagini svolte sul fronte dei treni nazionali (AV, Eurostar, Eurostar City, Intercity, Espressi, ecc.) stimano il tasso di evasione intorno al 5%, circa 70 milioni di euro di mancati introiti (come la spesa per l’acquisto di due Eurostar o 20 treni Minuetto).

Le nuove sanzioni saranno di 50 Euro (anziché gli attuali 25 Euro) più il prezzo del biglietto a chi venga trovato sprovvisto di regolare titolo di viaggio e paghi contestualmente alla notifica, a bordo o all’arrivo del treno. La sanzione raddoppia qualora il pagamento avvenga entro 15 giorni e quadruplica qualora avvenga tra il sedicesimo e sessantesimo giorno dalla notifica.

Le Ferrovie invitano a viaggiare sempre con il biglietto, che deve essere acquistato prima di salire a bordo e convalidato prima della partenza, ad eccezione di quelli con prenotazione obbligatoria (AV, Eurostar, Intercity Plus), che non richiedono vidimazione.
Quindi, carissimi amici, state ben attenti quando salite su un treno, perché il simpatico controllore potrebbe decidere di appiopparvi una multa salatissima!!! Comunque, trovo che questo cambiamento sia del tutto ingiusto; rischiare di pagare una sanzione di 50 euro (ovviamente se si paga immediatamente, perché altrimenti si può arrivare fino a 116 euro o 224) per un biglietto del costo di una manciata di euro è abbastanza esagerato. Una persona può accidentalmente salire sul treno dimenticandosi di obliterare il biglietto, ma questo non deve comportare una sanzione che, potenzialmente, potrebbe consistere in una cifra diverse volte superiore al prezzo del biglietto regolarmente pagato. A sto punto mettiamo il carcere per chi non paga regolarmente il biglietto o non lo valida prima di salire a bordo del treno... E ci credo poi che i conti di Trenitalia migliorano, basta stangare gli utenti aumentando il costo dei biglietti e aumentando le sanzioni per rimpinguare le casse della disastrata società... senza dimenticare che la qualità del viaggio (in relazione, soprattutto, ai ritardi accumulati) non migliora proporzionalmente alle maggiori spese dell'utenza...
sabato, 22 settembre 2007

Auguri Raffy!

Auguri a mia sorella

Oggi è anche il compleanno di mia sorella Raffaella che oggi compie 34 anni (so che non dovrei dirlo, perché l'età di una donna non si dovrebbe mai dire, però si tratta di mia sorella e, quindi, nel pieno rispetto del principio fondamentale per cui fratelli e sorelli devono farsi reciproce scaramucce, io lo dico! ).

A parte gli scherzi, soprattutto dopo la nascita della piccola Sara, tra mia sorella e me c'è un ottimo rapporto di affetto e stima reciproca
La festa è prevista per domani, perché stasera festeggerà insieme a suo marito e, probabilmente (ma non ne sono sicuro al 100%), anche insieme ai suoceri, due persone veramente simpaticissime e cordiali come poche...

TANTI, TANTISSIMI AUGURI RAFFY!!!

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sabato, 22 settembre 2007

Test di ammissione

Ieri sono stato scelto da LadyLullaby per svolgere un piccolo gioco/test che si sta rapidamente diffondendo nella blogosfera da cui non posso e non voglio sottrarmi.

REGOLAMENTO

Regola 1: postare il regolamento

Regola 2: parlare di otto fatti a caso e curiosi o che non si sono mai raccontati nel blog che riguardino se stessi in un post dedicato

Regola 3: scegliere altre otto persone da incatenare e dire loro che sono state incatenate.



1) Secondo quando dicono i miei genitori, da piccolo io cominciai a parlare molto presto, intorno ai 9 mesi, ma ironia della sorte sono diventato poi una persona abbastanza poco loquace...

2) Sempre da piccolo, fino all'età della scuola elementare/media ero un autentico fenomeno del calcolo a mente; riuscivo a svolgere operazioni di addizione, sottrazione, prodotto e quoziente, oltre ad elevamento a potenza e radici quadrate in pochissimi secondi, anche su numeri abbastanza grandi. Col tempo, poi, ho perso questa capacità o comunque si è ridotta notevolmente...

3) Sono un grande fan di Pippo Inzaghi, ma non tanto per il fatto di casacca che ora veste, bensì per il fatto che sono nato a pochi chilometri di distanza da dove è nato e vissuto lui. Infatti, pur avendo io sempre abitato in provincia di Brescia, sono nato in provincia di Piacenza e all'anagrafe sono piacentino.

4) Sempre per rimanere in tema calcistico, la prima partita che ricordo d'aver visto è la finale di Champions League giocata ad Atene tra Milan e Barcellona. Mio padre era molto scaramantico e voleva essere sempre solo mentre guardava le partite del Milan. Quella sera fece uno strappo alla regola e vincemmo 4-0. Da allora mi chiede sempre di guardare le finali insieme a lui...

5) Sono una persona abbastanza disordinata, nel senso che mio padre è ordinatissimo mentre mia madre mica tanto, e quindi io vivo a mio agio in un disordine ordinato; è difficile da spiegare, ma io pur essendo disordinato riesco a ritrovare qualsiasi cosa io cerchi. Ma se qualcuno mi ordina le cose, ecco che vado in tilt e fatico a trovare tutto... Amore, non spaventarti se in futuro sarò disordinato, mi raccomando...

6) Anche se l'ho già accennato, ho un cane che si chiama Argo: è un meticcio, ma sostanzialmente è un terrier. È un cane troppo affettuoso, ma anche troppo grassottello... Ama giocare, mangiare e poltrire, si vede che ha preso dal padrone...

7) Credo di non aver mai accennato al fatto, però, che in casa ho anche una gatta, chiamata "Aspirina". È un nome originale scelto da mia sorella, dato che è stata lei a portarla a casa. Lei disse che se ne sarebbe occupata lei, ma la realtà è andata molto diversamente. Ricordo benissimo quando fece i micini e me li lasciava accarezzare e prendere, era troppo dolce in quei giorni da mamma! Dico così perché solitamente Aspirina è sempre stata una gatta un po' sulle sue, poco affettuosa se non perché vogliosa di coccole, ma in quei giorni sembrava veramente un'altra micia...

8) Fin da piccolo, ho sempre avuto un innato senso di percezione del rischio e del pericolo; i miei genitori, quindi, non dovevano tenermi sempre sotto controllo, perché sapevano benissimo che io fuggivo dai pericoli. Ma anche questo motivo credo mi abbia spinto a scegliere il mio ambito di studi universitario: chi meglio di me può riconoscere, misurare e gestire il rischio?

Data la larga diffusione di questo test, non voglio indicare altri 8 nomi per far continuare la catena. Chi vuole può scegliere di svolgere questo piccolo test, magari lasciandomi semplicemente un commentino qui...