(video: Europe - The Final Countdown)
Bruxelles L’accordo c’è. Anzi no. Il tira e molla sul sistema di voto, la questione più calda e delicata del vertice europeo sulle riforme istituzionali, l’avrebbero chiuso fonti polacche, frenando bruscamente le indiscrezioni su un «accordo preliminare» tra Bruxelles e Varsavia. Andiamo con ordine. Il faccia a faccia di ieri tra il cancelliere tedesco e presidente di turno dell’Unione europea, Angela Merkel e il presidente della Polonia, Lech Kaczynski, sembrava aver prodotto buoni risultati sulla tanto auspicata doppia maggioranza invocata per il sistema di voto. Ma ostacolata dalla Polonia e dalla Gran Bretagna; quest’ultima, poi, ha annunciato di aver superato i problemi principali. Restava, quindi, l’incognita Polonia. Nel pomeriggio, negli ambienti diplomatici erano trapelate indiscrezioni circa un’«intesa preliminare» tra la Merkel e Kaczynski, sul mantenimento della doppia soglia del 55% degli Stati e del 65% della popolazione, come già previsto dal trattato costituzionale, ma con uno slittamento dell’entrata in vigore al 2014 anziché, come previsto, nel 2009. Una soluzione, che rappresenterebbe una via di mezzo tra il Trattato firmato a Roma, che sancisce il passaggio immediato a questa modalità di voto, e Varsavia che, invece, ha chiesto una proroga dell’adozione al 2020, così da beneficiare per un arco di tempo più lungo del sistema deciso a Nizza, che assicura a Polonia e Spagna un peso maggiore nelle votazioni. Nel meeting tra i due leader era stata decisa anche la ripresa della cosiddetta “clausola di Ioannina” (dal nome della città greca che le ha dato i “natali”), che consente ad uno Stato membro, messo in minoranza in una votazione al Consiglio, una proroga del periodo negoziale. Fin qui, la cronaca dei colloqui tra il presidente di turno dell’Unione europea e il capo di Stato polacco. A rompere le uova nel paniere delle buone intenzioni, ci hanno pensato fonti della delegazione di Varsavia. «È presto per parlare di un accordo», hanno sottolineato, lamentando addirittura «l’insufficienza» dell’offerta tedesca, «i nostri tecnici stanno analizzando attentamente la proposta della presidenza e ci sono contatti diretti con Varsavia». Nella capitale polacca, il premier Jaroslaw Kaczynski, fratello gemello del presidente, ha chiamato a raccolta i vicepremier del governo, per discutere delle trattative in corso a Bruxelles. Dunque, la dichiarazione che ha gelato ogni speranza. «Non possiamo accettare le offerte della presidenza tedesca», ha tuonato il primo ministro di Varsavia minacciando di porre il veto, «non vi sarà accordo a questo vertice, abbiamo urtato contro un muro». Chi ha ammorbidito la sua posizione, durante la due giorni di summit, è stata Londra. «Stiamo facendo dei progressi per quanto riguarda i punti essenziali per la posizione britannica», ha detto il premier britannico uscente, Tony Blair, riferendosi alle quattro “linee rosse” imposte dal Regno Unito. Vale a dire: il rifiuto di Londra di dare un carattere vincolante alla Carta dei diritti fondamentali; il “no” alla possibilità che il diritto comunitario influenzi il sistema giuridico e legislativo britannico, il rifiuto ad una politica estera Ue che intralci quella britannica e all’allargamento delle materie da decidere a maggioranza qualificata, anziché all’unanimità. Se il sistema di voto ha dato grattacapi ai leader dei Ventisette, buone nuove si sono registrate sul fronte della concorrenza e del ministro degli Esteri europeo. Quanto alla prima, è stato raggiunto un accordo sull’eliminazione del riferimento alla libera concorrenza nel nuovo Trattato europeo. Riferimento che sarà mantenuto in un protocollo aggiuntivo e che ha riscosso anche l’adesione del presidente francese, Nicolas Sarkozy. Sul nome e sulle funzioni del responsabile della politica estera Ue, i leader hanno accettato la proposta avanzata dal premier spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, di mantenere per il “ministro degli Esteri”, l’attuale nome di Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue.
fonte: Il Meridiano
Dopo la mancata approvazione della Costituzione Europea, questi Capi di Stato ancora fanno lotte di potere. Immaginavo che allargare sempre più i confini dell'Unione Europea avrebbe comportato difficoltà per il raggiungimento di accordi e di obiettivi comuni. Bisognava essere più celeri per quanto riguarda queste questioni estremamente importanti e, poi, accettare l'ingresso di nuovi membri solo a condizione che essi sottoscrivessero totalmente le regole già presenti. Adesso, invece, è il marasma più totale, non è possibile andare d'accordo praticamente su nulla, direi proprio che si tratta di un Unione Europea "di fatto"...
A proposito di politica, qui mi sa che tira aria di "final countdown" anche per il governo Prodi! Non è che io chieda elezioni anticipate, perché questo è compito del nostro presidente della Repubblica, però credo che, facendo un paio di conti, sia alquanto difficile per l'attuale maggioranza riuscire ad avere numeri solidi in Senato per poter governare e fare leggi (Berlusconi, nella conferenza stampa dopo l'incontro con Napolitano, ha ricordato che l'attuale maggioranza è riuscita a partorire soltanto un quinto delle leggi prodotte dal precedente governo nel medesimo lasso di tempo). E, come molti vogliono far credere, la colpa non è da addebitarsi all'attuale legge elettorale, perché è proprio grazie a questa legge (del governo Berlusconi) il centro-sinistra è riuscito a vincere. Senza di essa, infatti, il risultato sarebbe stato ancora più incerto, dato che al Senato il centro-destra ha ottenuto più voti. Poi, la cosa strana, è vedere le due Camere l'una vinta da una coalizione e una vinta dall'altra. Sarà che, forse, a me quei 24000 mi sembrano alquanto strani e c'è chi, come il professore Luca Ricolfi, solleva la questione nel libro "Nel segreto dell'urna. Un'analisi delle elezioni politiche del 2006". E stiamo parlando di una persona dichiaratamente di sinistra, quindi decisamente attendibile...
Va beh, vediamo come andrà a finire questa storia, voglio ancora vedere cosa riescono a combinare questi politicanti del c...avolo! 

(foto tratta da Il Giulivo)