MILANO - Il Pil 2007 dovrebbe crescere dell'1,4% in decelerazione rispetto al 2006, quando è stimato un rialzo dell’1,8%. Ma sulla crescita dell'economia pesano, per circa lo 0,3%, gli effetti "restrittivi" della manovra, che ridurrebbero la crescita del Pil all'1,1%. E' il Centro Studi di Confindustria a formulare la previsione che si attesta comunque al di sotto di quanto stimato dal governo che per il 2007 ha previsto un aumento del Pil dell'1,6%.
"Nel 2007 - spiegano gli economisti di viale dell'Astronomia- si avrebbe una decelerazione della crescita del Pil. Nel primo trimestre la crescita scenderebbe allo 0,2% congiunturale per poi risalire lievemente allo 0,3% a trimestre nella seconda metà dell'anno. Nella media, dunque, l'economia italiana dovrebbe crescere intorno all'1,4%, vicino al tasso potenziale". Ma, al netto della legge finanziaria al rush finale in Parlamento, i dati cambiano: "l'effetto restrittivo della manovra su consumi ed investimenti e, di conseguenza, sull'import dovrebbe comportare una riduzione della crescita del Pil 2007 di circa 3 decimi di punto percentuale".
A tirare la crescita stimata comunque è sempre la domanda interna mentre un rallentamento deciso si avrebbe sul fronte delle esportazioni "a causa del rafforzamento del cambio". Il saldo commerciale si dovrebbe infatti chiudere "sebbene in lieve miglioramento ancora in negativo (-0,7%)".
Nel 2008 , invece, il Pil punterà anche se lievemente, di nuovo verso l'alto. La stima degli economisti di Confindustria, infatti, prevede un Pil a 1,5%. "L'economia italiana dovrebbe infatti tornare ad avvantaggiarsi della ripresa internazionale", si legge nel rapporto del Centro Studi che segnala però come "nonostante il recupero delle esportazioni (
4%) il contributo del settore estero alla crescita rimanga leggermente negativo (-0,1%)" e come sarà ancora una volta la domanda interna a trainare la crescita.
Migliorerà ulteriormente anche il mercato del lavoro che avrà "effetti positivi sul reddito disponibile delle famiglie". Anche la stabilizzazione dei tassi di interesse, il graduale recupero della produttività e delle aspettative di crescita della domanda "dovrebbero inoltre indurre le imprese a intensificare i programmi di investimento".